lunedì 3 febbraio 2014

DEPOSITO TELEMATICO DI UN ATTO ENDOPROCESSUALE (note ex art. 183 e 190 cpc)

Nel processo telematico (PCT), la trasmissione (deposito telematico) di un atto giudiziario, avviene attraverso un programma software denominato "redattore atti". Contrariamente a quanto il nome lascerebbe immaginare non si tratta di un software per la scrittura (redazione) di un atto, bensì per l' "imbustamento" di un atto già redatto e trasformato in file PDF (istruzioni), nonchè per la sottoscrizione con firma digitale del medesimo. La trasmissione telematica di un atto pertanto presuppone la installazione del software "redattore atti" (istruzioni), il quale a propria volta ne presuppone il settaggio (istruzioni), e prima ancora presuppone la installazione, sul computer del mittente, del dispositivo per la firma digitale e la configurazione del browser (istruzioni per Win Mac e Linux). 
Come anticipato, in questo blog si tratterà esclusivamente di un "redattore atti": SLpct (scaricabile da qui o dai link a sinistra di questo blog) perchè esso è l'unico gratuito, ed è stato realizzato da Evoluzioni Software s.p.a. per la Regione Toscana, la quale lo ha messo a disposizione di tutti gli avvocati italiani. Ovviamente in commercio esistono molti altri "redattori atti" che possono essere utilizzati in alternativa a SLpct.

Si presuppone pertanto che avremo il nostro atto (note 183 o 190 cpc), trasformato in file PDF (istruzioni), pronto per essere spedito telematicamente alla cancelleria del Tribunale.
Insieme ad esso avremo eventualmente altri allegati da depositare nel nostro fascicolo (classico esempio: la nota spese che accompagna le note conclusionali, oppure documenti da depositare insieme alle note 183 n. 2). In questo caso non è indispensabile, ma è consigliato, usare il formato PDF.
Nè gli atti, nè gli allegati vanno sottoscritti con firma digitale prima dell' "imbustamento" con il Redattore Atti. La firma sarà infatti apposta, ai soli atti, durante il procedimento di imbustamento. Gli allegati (salvo i casi che vedremo) non vanno sottoscritti con firma digitale.
>>> ATTENZIONE. Vi è una differenza importante tra gli atti e gli allegati. Gli atti devono essere trasformati in "PDF testuale", mentre gli allegati possono essere in vari formati, sia PDF (testuale o grafico è indifferente) sia in altri formati (es. DOC, JPG). Per approfondire la differenza tra PDF testuale e grafico leggi qui. In sostanza è consentito usare lo scanner per trasformare un documento cartaceo in un PDF o altro da inviare telematicamente. Non è invece assolutamente ammesso l'uso dello scanner per gli atti processuali.

Collegate al computer il vostro dispositivo di firma digitale, ed aprite il programma SLpct 
1 - Selezionate, nella casella più in alto, il vostro codice fiscale. ATTENZIONE Nel caso in cui non foste l'unico utilizzatore del programma SLpct (ossia, nel caso in cui siano stati inseriti più codici fiscali), dovrete accertarvi che il vostro codice fiscale sia attualmente associato alla qualifica "Mittente". Premete pertanto File - Professionisti e cliccate sul vostro codice fiscale. Si aprirà una finestra. Controllate che sia spuntato il quadratino accanto a: 'Mittente di buste per via telematica'. In caso contrario selezionatelo. Premete 'Conferma' - 'Esci'.
2 - Lasciate inalterato il campo 'Cartella'
3 - 'Identificativo busta'. Se avete già inviato telematicamente un atto per la medesima pratica selezionate la cartella con il tasto a destra. In caso contrario inserite un nome (es il nome delle parti) che identifichi chiaramente la pratica.
4 - Poiché ci accingiamo ad inviare un atto endoprocessuale, si suppone che conosciate perfettamente il Registro (contenzioso - lavoro - volontaria giurisdizione ecc) - Ruolo - Oggetto - Grado e Tipo Parte del procedimento per il quale vi apprestate ad inviare l'atto. Pertanto selezionateli.
>>> SUGGERIMENTO <<<
La selezione dell' 'Oggetto' potrebbe essere difficoltosa o essere fonte di incertezza. Per velocizzare la scelta ed andare sul sicuro è consigliabile scegliere la medesima catalogazione assegnata dalla cancelleria a quel procedimento. Come conoscere tale catalogazione? Semplice, basta accedere alla 'Consultazione pubblica dei registri' (non occorre autenticazione con smart card) del portale dei Servizi Telematici (PST) del Ministero di Giustizia, cliccando semplicemente qui. Scegliete la Curia, inserite il numero di ruolo, e controllate nella sezione 'Oggetto' la catalogazione assegnata dalla cancelleria. Adottate anche voi la medesima scelta.
5 - Ignorate il campo 'Tipo Atto' (si riferisce all'atto introduttivo, che non ci interessa in questa sede) e scegliete piuttosto l'atto che vi apprestate ad inviare dall'elenco della finestra in basso. Opportunamente gli atti sono suddivisi in fase introdutiva, di trattazione, istruttoria (note 183 cpc) e decisoria (note 190 cpc conclusionali e repliche)
premete il tasto 'Avanti' 

>>> SOLUZIONE. In ambiente linux è possibile che possa aprirsi la finestra di dialogo:
 "java.lang.Exception:
Impossibile trovare il file
'/home/<tua cartella>/Schema20131120/Atti/CorsoCausa.xsd':
impossibile continuare."
Il programma SLpct cerca la cartella 'Schema20131120' dove si aspetta di trovarla e dove invece non c'è. E' sufficiente metterla dove il programma la cerca.
Chiudete la finestra di dialogo ed entrate nella cartella 'SLpct_linux/SLpct'
es: File system/home/<tua cartella>/Scaricati/SLpct_linux/SLpct
tagliate (selezione e Ctrl + x) tutta la cartella 'Schema20131120'
ed incollatela (Ctrl + v) nella cartella '<tua cartella>'
es: File system/home/<tua cartella>
Tornate al programma SLpct e vedrete che il problema è ora risolto.

Nella schermata successiva vi verrà chiesto di indicare i seguenti campi obbligatori:
1 - Ufficio (Tribunale di Roma, ecc.)
2 - Numero di procedimento (Ruolo Generale)
3 - Anno
Vi sono poi altri campi che potete lasciare vuoti, tra cui i riferimenti dell'atto (ossia annotazioni per la cancelleria).
premete il tasto 'Avanti' 

Nella schermata successiva, a seconda del tipo di atto che intendete depositare, vi sarà data la opportunità di effettuare vari inserimenti. In tutti i casi vi verrà richiesto di inserire la domanda presente nel vostro atto introduttivo o nelle conclusioni. Vi suggerisco di aprire il file del vostro atto introduttivo e fare il copia / incolla delle conclusioni. Ovviamente se avete modificato la vostra domanda in sede di precisazione delle conclusioni, dovrete inserire in questa sede la domanda così come modificata.
>>>> ATTENZIONE. Se avrete l'impressione che non funzioni il copia / incolla ciò sarà dovuto esclusivamente al fatto che la finestra non accetta un numero di caratteri superiore a 1.986 (inclusi gli spazi vuoti). Pertanto dovrete necessariamente procedere a sfrondare le parti sacrificabili delle vostre conclusioni.
premete il tasto 'Avanti' 

Nella schermata successiva il programma procederà all'imbustamento di atti ed allegati. 
1 - Sarà evidenziato il campo '<IMPOSTARE L'ATTO PRINCIPALE>
La terminologia è un poco criptica, ci si chiede semplicemente di caricare in SLpct l'atto giudiziario vero e proprio (ossia le note 183 o 190 cpc), mentre la nota spese o gli allegati, saranno caricati successivamente. 
Per caricare l'atto premete il tasto 'Imposta' (sarebbe stato più chiaro chiamarlo 'Carica')
Si aprirà una finestra, cercate il vostro atto (ricordate: deve essere in formato 'PDF testuale') e premete il tasto 'Apri'.
2 - Se avete anche altri documenti da caricare premete il tasto 'Allega'. Si aprirà una finestra per la scelta del tipo di allegato. La scelta è vincolata e si può scegliere pertanto solo tra:
- Allegato semplice
- Procura alle liti
- Nota di iscrizione a ruolo
- Ricevuta pagamento contributo unificato
Non esiste una categoria specifica per la "Nota spese", per cui sarà giocoforza necessario scegliere 'Allegato semplice'
Si è anticipato che non è necessario sottoscrivere, con firma digitale, gli allegati semplici. Ciò non significa che sia vietato. Il "redattore atti" SLpct non consente di sottoscrivere gli allegati semplici. Altri software di "redattore atti" lo consentono, tuttavia considerate che, una volta sottoscritto digitalmente, il documento aumenta considerevolmente di peso, e vi è un limite di 20 Mb per la intera busta. Se si supera tale limite sarà necessario procedere ad un invio telematico frazionato, il che comporta delle complicazioni che, potendo, è preferibile evitare.
Una volta selezionato il tipo di allegato premete il tasto 'Conferma'
Selezionate il file da allegare (es. Nota spese) e premete il tasto 'Apri'.
Come detto non è obbligatorio che l'allegato sia un file 'PDF testuale', ma è tuttavia obbligatorio che sia un file PDF. Dunque gli allegati saranno tutti PDF, o testuali o grafici, ma comunque PDF.
3 - Con il tasto 'Apri' è possibile controllare che il file che ci accingiamo ad inviare sia effettivamente quello da noi voluto. Con il tasto 'Elimina' si scarica un documento caricato per errore e che non vogliamo imbustare per l'invio telematico.
Quando sarete certi che, atto ed allegati siano proprio quelli che volete imbustare ed inviare telematicamente, potete procedere al passo successivo.
Premete il tasto 'Crea busta'
Si aprirà una finestra, con la quale potrete sottoscrivere digitalmente gli atti (ed eventualmente gli allegati)
Nella finestra compariranno, quantomeno, due documenti. Iniziando dall'alto:
1 - <>..... DatiAtto.xlm
Questo documento contiene l'indice di quanto ci si appresta a spedire.
>>> ATTENZIONE. Esso deve essere necessariamente firmato digitalmente. Molti colleghi si chiedono come mai, dopo aver sottoscritto l'atto, il programma non procede alla creazione della busta. Il motivo è proprio questo: non è stato sottoscritto digitalmente il documento "DatiAtto.xlm". Il programma SLpct avrebbe dovuto essere maggiormente chiaro su questo punto.
2 -  A....... <nome file atto principale.PDF>
Si tratta del nostro atto processuale principale. Quello che deve necessariamente essere in formato "PDF testuale". Anche questo file deve essere necessariamente sottoscritto digitalmente
Per apporre la firma digitale è possibile usare o il tasto 'Firma', oppure quello 'Firma tutto'. Se non avete caricato allegati che non debbono essere firmati, è possibile scegliere il secondo tasto. Negli altri casi invece provvederete ad evidenziare ogni singolo file da firmare, e procederete alla sua sottoscrizione digitale.
In caso di sottoscrizione digitale di ogni singolo file:
- Selezionate il file da firmare
- Premete il tasto 'Firma'
- Si aprirà una finestra. Lasciate inalterati i campi 'Selezionare i file di libreria..' e 'Slot'. Preoccupatevi soltanto di inserire il vostro PIN corretto e di premere il tasto 'Firma'.
Se tutto è andato come deve, la finestra si chiuderà automaticamente e comparirà, sotto il file da voi sottoscritto, il simbolo di una penna, oltre al nome e codice fiscale del sottoscrittore.
Per l'atto processuale principale la procedura presenta una leggera variante. 
- Selezionate il file da firmare
- Premete il tasto 'Firma'
- Si aprirà la finestra 'Verifica di conformità'. Di cosa si tratta? Molto semplicemente, poiché l'atto che vi apprestate a sottoscrivere è particolarmente importante, si richiede che prima di apporre la firma il sottoscrittore dia un'ultima occhiata, sia al file PDF, sia ai dati riassuntivi che accompagnano l'atto (Ruolo Generale, testo delle conclusioni ecc.)
- Premete il tasto 'Visualizza confronto'. Si aprirà il browser (programma di navigazione in internet) che vi mostrerà sia l'atto in PDF che i dati riassuntivi. Dopo aver controllato tutto, tornate al programma SLpct.
- Ora potete spuntare la casella accanto a 'Conformità verificata tra atto e dati strutturati'
- Premete il tasto 'Chiudi'
- Si aprirà una finestra. Lasciate inalterati i campi 'Selezionare i file di libreria..' e 'Slot'. Preoccupatevi soltanto di inserire il vostro PIN corretto e di premere il tasto 'Firma'.
Se tutto è andato come deve, la finestra si chiuderà automaticamente e comparirà, sotto il file da voi sottoscritto, il simbolo di una penna, oltre al nome e codice fiscale del sottoscrittore
Nella finestra potranno poi comparire altri file. Si tratta degli allegati che avrete eventualmente caricato.
Alcuni di essi vanno necessariamente sottoscritti con firma digitale.
Gli allegati che è obbligatorio sottoscrivere digitalmente:
- Procura alle liti (vedremo in altro post come deve essere acquisita)
- Nota di iscrizione a ruolo
- Ricevuta di versamento del contributo unificato

Come è facile notare, tali allegati non riguardano gli atti endoprocessuali.
Gli allegati comuni (documenti da depositare con le note ex art. 193 n. 2 e 3 cpc) non hanno bisogno di essere firmati digitalmente.
E' anzi sconsigliabile sottoscrivere gli allegati, perché la firma digitale comporta un notevole aumento di peso del file, ed esiste il limite di 20 Mb per la busta da inviare nel processo telematico (PCT). Il software SLpct non consente nemmeno la loro sottoscrizione.
Una volta controllato che nella finestra siano presenti tutti i file che intendiamo inserire nella busta; ed una volta controllato che, i file che intendiamo sottoscrivere con firma digitale siano stati effettivamente sottoscritti, possiamo finalmente chiudere la busta.
Premete il tasto 'Crea busta'

Una finestra di dialogo vi confermerà che il file "Atto.enc"(*) è stato creato con successo.
SLpct vi offre a questo punto una duplice possibilità: spedire il file "Atto.enc" (premendo il tasto 'Invia deposito'), oppure salvarlo sul vostro computer (premendo il tasto 'Salva busta in') per spedirlo in un secondo momento.
Se scegliete la prima strada si aprirà un programma di gestione della posta elettronica (es. Outlook, Mozilla Thunderbird ecc.). Scegliete questa strada che il vostro programma di gestione di posta elettronica è già configurato per la gestione della vostra PEC. 
In caso contrario scegliete la seconda strada.
Personalmente io preferisco la seconda strada e tratterò di questa procedura.
Potete chiudere il programma SLpct.
Adesso la busta è pronta per essere spedita via PEC (posta elettronica certificata) alla cancelleria del Tribunale dove l'atto va depositato telematicamente. Di questo ci occuperemo in un post successivo.

(*) Cosa vuol dire "Atto.enc"? La estensione ".enc" indica un file (nel nostro caso una cartella) compresso. Quindi ".enc" equivale a ".zip" o ".rar" ecc. Si tratta tuttavia di una compressione speciale: per scompattarla occorre un programma apposito. Il nome "Atto" non deve assolutamente essere modificato. La cancelleria non accetterebbe un file diverso da "Atto.enc"

sabato 1 febbraio 2014

SETTAGGIO DEL REDATTORE ATTI

Il settaggio del redattore atti presuppone che abbiate già provveduto alla installazione della firma digitale e configurazione del browser (istruzioni per Win Mac e Linux), oltre che abbiate installato il redattore atti (istruzioni).

Una volta installato il Redattore Atti SLpct  si aprirà una finestra di dialogo: “Nessun certificato presente: si procederà adesso all’installazione dei certificati degli uffici giudiziari. Proseguire con l’installazione?”. Premete il tasto ‘SI’
Si aprirà una seconda finestra di dialogo: “Scaricare solo gli uffici che consentono il deposito telematico della busta?”
Anche in questo caso rispondete in senso affermativo, sarebbe infatti inutile scaricare i certificati di Tribunali che non sono abilitati al processo telematico (PCT).
Se un Tribunale non accetta il deposito telematico degli atti, è inutile usare il redattore a tale scopo.  
Viene a questo punto richiesto il consenso per la modifica delle impostazioni Java per la crittografia JCE (Java Cryptography Extension). Premete il tasto 'SI'. 
Per rendere effettive le modifiche occorre uscire dal programma SLpct e rientrare.
Se viene nuovamente richiesta l'autorizzazione per JCE vuol dire che in precedenza si era dato l'assenso senza avere i diritti di amministratore, per cui esso è stato ignorato. E' indispensabile uscire da SLpct, evidenziare la icona di SLpct, tasto destro, selezionare 'Esegui come amministratore' ed esprimere nuovamente il consenso a JCE.
Se non si aprono ulteriori finestre di dialogo, la installazione è completa ed il programma SLpct utilizzabile. 

* * *
In ambiente Linux la installazione di JCE (Java Cryptography Extension) è più complessa. Procedete come segue:
1 – Chiudete il programma SLpct
2 – Scaricate JCE per Ubuntu ciccando qui. Scorrete fino in fondo alla pagina e ciccate sul tasto ‘download’ accanto al testo “Java Cryptography Extension (JCE) Unlimited Strength Jurisdiction Policy Files 7”.
Nel caso in cui il file JCE non fosse più disponibile scaricate dal link a sinistra del presente blog, oppure cliccando qui.
3 – Dezippate il file che avete scaricato. All’interno troverete due file local_policy.jar e US_export_policy.jar. Questi due file devono prendere il posto di quelli, già esistenti sul vostro PC con il medesimo nome.
4 – I due file si trovano nella cartella 'jre', dovete individuare in quale cartella del vostro PC si trova la cartella 'jre'. Tentate di verificare se si trova in:

File system/opt/jdk1.6.0_24 oppure in File system/usr/lib/jvm/java-7-oracle

Se non la trovate, usate il tasto ‘cerca’ in alto a destra di qualsiasi cartella. Settate: 'Posizione – File system' e premete ‘aggiorna’. Attendete. Quando comparirà la cartella ‘jre’. Ciccateci sopra con il tasto destro e scegliete 'proprietà'. In 'Generali – posizione' comparirà il percorso dove si trova la cartella 'jre'
5 – Entrate nella cartella 'jre' seguendo il percorso che avete scoperto (iniziate entrando in 'File system'). Una volta dentro la cartella 'jre' entrate nella cartella 'lib' e poi 'security'.
6 – Fate un back up di sicurezza, ossia copiate i due file local_policy.jar e US_export_policy.jar ed incollateli dentro una cartella creata sul desktop.
7 – Rimpiazzate i due file esistenti con quelli scaricati. Poiché la cartella 'jre' è protetta, non potete eliminare i vecchi file, né potete incollare dentro i nuovi. Dovete operare con il terminale. Aprite il programma "Terminale" e scrivete (o meglio fate copia/incolla. Ricordate che per incollare all’interno del terminale dovete premere contemporaneamente i tasti shift+ctrl+V)

cd <percorso della cartella dove avete scaricato i file>
es: cd /home/myfolder/Scaricati

sudo cp local_policy.jar <percorso della cartella dove sono i vecchi file>
es: sudo cp local_policy.jar /usr/lib/jvm/java-7-oracle/jre/lib/security

sudo cp US_export_policy.jar <percorso della cartella dove sono i vecchi file>
es: sudo cp US_export_policy.jar /usr/lib/jvm/java-7-oracle/jre/lib/security

Chiudete Terminale
Aprite nuovamente il programma SLpct (doppio click sul file ‘slpct_run’)
Se tutto è a posto non si aprirà più la finestra di avviso sull’assenza di JCE.
Potete adesso usare il programma
* * *

Settaggio di SLpct
'Codice fiscale del mittente' (prima finestra dall'alto)
La prima cosa da fare è inserire il codice fiscale dell'avvocato che utilizzerà il programma, ossia colui che effettuerà i depositi di atti (in sostanza il titolare dello studio).
Premete File - Professionisti - Nuovo

Si aprirà una finestra. 
1 - Per prima cosa spuntate la casella 'Mittente di buste per via telematica'
2 - Inserite Nome Cognome e Codice Fiscale del titolare di studio.
Nel caso (raro in verità) che più avvocati utilizzino lo stesso programma SLpct, installato sul medemo computer, ognuno per inviare i propri atti a proprio nome, per il processo telematico (PCT), sarà possibile inserire più di una anagtafica nella rubrica professionisti. In tal cose è tuttavia di fondamentale importanza che, il professionista che si accinge ad inviare telematicamente il proprio atto, dovrà, non solo controllare che sia selezionato il proprio codice fiscale, bensì anche che sia stata spuntata la casella 'Mittente di buste per via telematica' nella propria anagrafica. Il programma infatti, per evitare errori, non consente che più di una anagrafica sia attiva con qualifica di mittente.
3 - Gli altri campi (indirizzi) non sono obbligatori. Il mio consiglio è quello di lasciarli vuoti, a meno che il professionista non usi mai domicialiazioni diverse rispetto al proprio studio

'Cartella' (seconda finestra dall'alto)
Di cosa si tratta? Semplicemente del modo nel quale vogliamo che vengano conservati, nel nostro computer, gli atti telematici inviati in cancelleria per il processo telematico (PCT) 
E' possibile scegliere tra tre soluzioni:
- Libera
- Suddivisione automatica per anno
- Suddivisione automatica per anno e data (default)
A mio avviso la scelta migliore è quella proposta di default. Immaginiamo infatti di avere bisogno, in futuro, di recuperare l'atto che avremo inviato telematicamente.
Probabilmente vorremo che l'atto fosse stato conservato con un criterio per nulla discrezionale e facilmente ricavabile.
Ebbene il criterio che meglio risponde a queste esigenze è quello cronologico.
Risaliremo alla data di scadenza dell'atto e lo cercheremo nei giorni di poco anteriori rispetto a quel termine.
Qualunque sia la vostra scelta, una volta adottata, è altamente consigiato di non modificarla successivamente: in caso contrario recuperare un atto sarà impresa molto difficile.
Dove vengono conservati gli atti spediti telematicamente?
Se avrete scelto l'opzione 'Suddivisione automatica per anno e data' saranno in:
\Documenti\SLpct\<codice fiscale professionista>\anno\data - <identificativo busta>

Il settaggio del programma è terminato. 
Le indicazioni successive riguardano le procedure di invio dei singoli atti, per cui muteranno di volta in volta. Nei prossimi post vedremo come si invia telematicamente un atto endoprocessuale, e come si iscrive a ruolo un decreto ingiuntivo telematico.

INSTALLAZIONE REDATTORE ATTI SLpct (per Win, Mac e Linux)

In questo post illustreremo come si installa il redattore atti telematici SLpct. Ciò presuppone che abbiate già provveduto alla installazione della firma digitale e configurazione del browser (istruzioni per Win Mac e Linux).

Il "redattore atti" è un software indispensabile per il processo telematico (PCT), in commercio ve ne sono diversi, noi tratteremo tuttavia esclusivamente di SLpct (scaricabile da qui o dai link a sinistra di questo blog) in quanto esso è l'unico gratuito, realizzato da Evoluzioni Software s.p.a. per la Regione Toscana, la quale lo ha messo a disposizione di tutti gli avvocati italiani.

Precondizione per tutti i sistemi operativi. Occore scaricare la versione aggiornata di Java 32 bit dal sito web www.java.com 

Avvertenza

In ambiente Windows non usate Internet Explorer 64 bit per effettuare l’aggiornamento di Java perchè verrebbe selezionata automaticamente l’installazione di Java a 64 bit mentre SLpct necessita di Java 32 bit. 



SLpct per Windows 

1. Scaricate il file SetupSLpct.exe ciccando qui
Cliccare su “Esegui”
2. Scegliete come cartella d’installazione quella proposta di default. Premete “Installa”
3. Comparirà un messaggio per chiedere la conferma della creazione della cartella, dopodiché un ulteriore messaggio segnalerà che l’operazione è andata a buon fine.

SLpct per Macintosh 
1. Scaricate il file SLpct_mac.dmg.zip ciccando qui
2. Dezippate SLpct_mac.dmg.zip.
3. Aprite la cartella, all’interno troverete il file SLpct_mac.dmg. Fate doppio click sul file
4. Trascinate il file SLpct nella cartella Applicazioni

SLpct per Linux (Ubuntu) 
Per Ubuntu 11.10 e precedenti è necessario installare prima gnome-panel (serve per il launcher). Procedete come segue
Aprite il programma "Terminale" e scrivete (o meglio fate copia/incolla. Ricordate che per incollare all’interno del terminale dovete premere contemporaneamente i tasti shift+ctrl+V)

sudo apt-get install gnome-panel

1. Scaricate il file SLpct_linux.tar.gz ciccando qui 
2. Dezippate il file. Premete il tasto destro e scegliete ‘Apri con gestione archivi’ e poi: "Estrai qui"
3. Entrate nella cartella SLpct. Selezionate il file ‘slpct_run’ e premete il tasto destro. Scegliete: Proprietà - Permessi. Spuntate la casella ‘Consentire l’esecuzione del file come programma’. Chiudi.
4. Fate doppio click sul file ‘slpct_run’. Si aprirà una finestra. Premete il tasto ‘esegui nel terminale’
Potrebbe esservi richiesta la password per acquisire i diritti di amministratore.

ATTENZIONE
Una volta installato il programma verificate immediatamente se è richiesta la installazione supplementare di JCE (Java Cryptography Extension). Procedete in questo modo.
Lanciato il programma SLpct si aprirà una finestra di dialogo per chiedere se volete scaricare i certificati dei Tribunali. Ciccate il tasto 'SI'
Si aprirà una seconda finestra di dialogo: "Scaricare solo gli uffici che consentono il deposito telematico della busta?" Ciccate il tasto 'SI'
Se non si aprono ulteriori finestre di dialogo, la installazione è completa ed il programma
SLpct utilizzabile.
Se invece si dovesse aprire una terza finestra di dialogo con l’avviso che non risulta installato JCE (Java Cryptography Extension), procedete come segue:
1 – Chiudete il programma SLpct
2 – Scaricate JCE per Ubuntu ciccando qui. Scorrete fino in fondo alla pagina e ciccate sul tasto ‘download’ accanto al testo “Java Cryptography Extension (JCE) Unlimited Strength Jurisdiction Policy Files 7”.
Nel caso in cui il file JCE non fosse più disponibile scaricate dal link a sinistra del presente blog, oppure cliccando qui.
3 – Dezippate il file che avete scaricato. All’interno troverete due file local_policy.jar e US_export_policy.jar. Questi due file devono prendere il posto di quelli, già esistenti sul vostro PC con il medesimo nome.
4 – I due file si trovano nella cartella 'jre', dovete individuare in quale cartella del vostro PC si trova la cartella 'jre'. Tentate di verificare se si trova in:
File system/opt/jdk1.6.0_24 oppure in File system/usr/lib/jvm/java-7-oracle
Se non la trovate, usate il tasto ‘cerca’ in alto a destra di qualsiasi cartella. Settate: 'Posizione – File system' e premete ‘aggiorna’. Attendete. Quando comparirà la cartella ‘jre’. Ciccateci sopra con il tasto destro e scegliete 'proprietà'. In 'Generali – posizione' comparirà il percorso dove si trova la cartella 'jre'
5 – Entrate nella cartella 'jre' seguendo il percorso che avete scoperto (iniziate entrando in 'File system'). Una volta dentro la cartella 'jre' entrate nella cartella 'lib' e poi 'security'.
6 – Fate un back up di sicurezza, ossia copiate i due file local_policy.jar e US_export_policy.jar ed incollateli dentro una cartella creata sul desktop.
7 – Rimpiazzate i due file esistenti con quelli scaricati. Poiché la cartella 'jre' è protetta, non potete eliminare i vecchi file, né potete incollare dentro i nuovi. Dovete operare con il terminale. Aprite il programma "Terminale" e scrivete (o meglio fate copia/incolla. Ricordate che per incollare all’interno del terminale dovete premere contemporaneamente i tasti shift+ctrl+V)

cd <percorso della cartella dove avete scaricato i file> 

es: cd /home/myfolder/Scaricati 

sudo cp local_policy.jar <percorso della cartella dove sono i vecchi file> 
es: sudo cp local_policy.jar /usr/lib/jvm/java-7-oracle/jre/lib/security 

sudo cp US_export_policy.jar <percorso della cartella dove sono i vecchi file> 
es: sudo cp US_export_policy.jar /usr/lib/jvm/java-7-oracle/jre/lib/security 

Chiudete Terminale
Aprite nuovamente il programma SLpct (doppio click sul file ‘slpct_run’)
Se tutto è a posto non si aprirà più la finestra di avviso sull’assenza di JCE.
Potete adesso usare il programma

martedì 28 gennaio 2014

INSTALLAZIONE FIRMA DIGITALE per Linux (Ubuntu)

INSTALLAZIONE FIRMA DIGITALE per Linux (Ubuntu vers. 12.04 LTS)
Installazione della firma digitale
Abbiamo parlato di due funzioni della firma digitale (firma documenti ed autenticazone in rete) iniziamo dalla prima
1) Installazione per firmare documenti
Insieme al dispositivo di firma digitale che avrete acquistato vi sarà stata consegnata anche una guida di installazione, la quale varia a seconda del dispositivo. In questa sede tratterò del dispositivo smart card di Lextel (infocert).
Si tratta di compiere due operazioni: installare i driver ed installare il programma Dike.
Driver
Installate i pacchetti libccid, libpcsclite1 e pcscd. Procedete come segue: Aprite il programma "Terminale" e scrivete (o meglio fate copia/incolla. Ricordate che per incollare all'interno del terminale dovete premere contemporaneamente i tasti shift+ctrl+V)

sudo apt-get install libccid libpcsclite1 pcscd

Aprite Firefox e scaricate il certificato della CA InfoCert cliccando qui.

Installate poi i driver del lettore della smart card cliccando qui. I driver sono dei piccoli programmi software che servono a far funzionare le periferiche, in questo caso il lettore della smart card. Ricordate: siete alla ricerca dei driver del "lettore" e quindi scegliete "smart driver" e non "smart card". Scegliete con accuratezza il modello di lettore che corrisponde al vostro. 
Scaricate il pacchetto dei diver che vi interessano e dezippatelo. Dentro vi saranno altri pacchetti. Per Ubuntu scegliete il pacchetto con estensione ".deb" che aprirete con il vostro programma di installazione (Synaptic, Ubuntu Software Center ecc.). 
Dike
Passate ad installare Dike, scaricabile da qui, oppure dal link a sinistra di questo blog. 
Controllate il numero di serie della vostra smart card. Se inizia con "120513" eseguite le seguenti istruzioni, altrimenti saltate a "Dike".
Scaricate il programma "SafeDive Lib p11" e dezippatelo.
Cercate il file "pcscd" sul vostro PC. Può trovarsi o in: 
File System/usr/local/sbin/pcscd 
oppure in File System/usr/sbin/pcscd
Una volta scoperto qual'è il percorso, aprite il programma "Terminale" ed, a seconda del percorso, scrivete (o meglio fate copia/incolla. Ricordate che per incollare all'interno del terminale dovete premere contemporaneamente i tasti shift+ctrl+V)
cd /usr/local/sbin
sudo ./pcscd -f
o
cd /usr/sbin
sudo ./pcscd -f
Tornate ora nella cartella dezippata di "SafeDive" ed eseguire il file "runSafeDive.sh" utilizzando l'opzione "Esegui nel Terminale''

Scaricate adesso "Dike" scegliendo la conformazione che si adatta alle vostre impostazioni. In questa sede si presuppone che stiate usando il Sistema Operativo Ubuntu 12.04 LTS. La scelta è tra le architetture "i386" e "amd64". Quasi sicuramente la scelta corretta per il vostro PC sarà "i386" tuttavia non c'è da preoccuparsi. Nel caso in cui la scelta fosse sbagliata il vostro programma di instalazione vi avviserà che il software non può essere installato; per cui andrà installato l'altro pacchetto.
Insieme a "Dike" avrete installato anche "DikeUtil", il programma serve per attivare la smart card (sarà la prima cosa da fare). Aprite il programma, scegliete il tipo di lettore, attivate la smart card, verificare che la firma in effetti funzioni, cambiare la password ed altri accessori. Se non riuscite a selezionare il vostro dispositivo vuol dire che non avete correttamente installato i driver. 
Il programma "Dike" invece è quello che materialmente ci consente di firmare un documento. Nota. Se dobbiamo firmare un atto giuridico da trasmettere alla cancelleria per il processo telematico (PCT) non abbiamo bisogno di Dike. Infatti, come vedremo, il "redattore atti", tra le altre cose permette di apporre la firma digitale, per cui non usate Dike per tale fine. Dike va usato in tutti gli altri casi in cui dovete sottoscrivere un documento, ad esempio per le notifiche telematiche.

2) Installazione per autenticarsi in rete (accedere a polisweb)
Anche in questo caso le istruzioni accluse al dispositivo da voi acquistato dovrebbero essere esaustive per lo scopo. Si presuppone che procederete a questa installazione dopo quella di cui al punto precedente, per cui sarete certi di aver installato correttamente i driver del lettore e che la firma digitale sia attivata e perfettamente funzionante. Adesso occorre configurare il programma di navigazione in internet (browser) per la firma digitale, in modo da poter accedere ai siti che richiedono tale autenticazione (come polisweb). Si tratta di insallare nel browser sia il certificato digitale dell'utente, sia quello di InfoCert (o dell'autorità che ha emesso il certificato dell'utente).
La configurazione varia a seconda del sistema operativo (Windows, Mac o Linux) e a seconda del browser (Explorer, Firefox, Safari, Chrome).
A mio avviso la soluzione migliore per gli utenti Windows, Mac e Linux è Firefox.
>>> Attenzione: se userete Firefox per accedere ai portali di accesso (PdA) alla giustizia e pertanto al processo telematico (PCT), sarà sempre necessario collegare la smart card (o comunque il dispositivo) al computer prima di aprire Firefox, altrimenti la vostra firma non sarà riconosciuta quando tenterete l'accesso.
Firefox per Linux.
1. collegate il dispositivo con smart card inserita al PC
2. Aprite Firefox - Modifica - Preferenze - Avanzate - Certificati. Spuntate: "Selezionane uno automaticamente". Poi premete il tasto "dispositivi di sicurezza".
Si aprirà una finesta. Premete il tasto "Carica".
Si Aprirà un'altra finestra. Scrivete: "libbit4ipki.so" nella casella 'Nome File Modulo'. Premete il tasto "OK". Nel caso in cui, alla pressione del tasto "OK" non dovesse accadere nulla provate questa soluzione: nella colonna a sinistra evidenziate 'Nuovo modulo PKCS#11'. Poi premete il tasto "Scarica" sulla destra e confermate. Ora provate di nuovo: premete il tasto "Carica" e scrivete: "libbit4ipki.so" nella casella 'Nome File Modulo'. Questa volta, premendo il tasto "OK" dovrebbe andare tutto liscio.
Controllate che nella colonna di sinistra compaia il nome "CNS". Premete il tasto "OK".
3. Da Firefox scegliete: Modifica - Preferenze - Avanzate - Certificati - Mostra certificati. Inserite la password (PIN) della vostra smart card. Premete il tasto "OK". Chiudete.

Per controllare che tutto sia corretto provate ad accedere a processo telematico polisweb cliccando qui. Il browser vi chiederà la password. Una volta inserita potrete accedere al sito.

Attenzione: se userete Firefox per accedere ai portali di accesso (PdA) alla giustizia e pertanto al processo telematico (PCT), sarà sempre necessario collegare la smart card (o comunque il dispositivo) al computer prima di aprire Firefox, altrimenti la vostra firma non sarà riconosciuta quando tenterete l'accesso.

sabato 25 gennaio 2014

COS'E' LA FIRMA DIGITALE?

La firma digitale viene generalmente confusa con il certificato digitale che serve per autenticarsi e firmare, quando non addirittura con il supporto (smart card o chiavetta) che contiene il certificato digitale. Esattamente la "firma digitale" è un tipo di "firma elettronica" (particolarmente sicuro perchè basato su due chiavi asimmetriche, una pubblica ed una privata) la quale a sua volta è "un insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica". In sostanza la "firma digitale" è il procedimento con il quale un documento viene attribuito, in maniera univoca, al soggetto titolare della chiave privata.

Cosa sono queste chiavi pubbliche e private?
Come tutto quel che è digitale sono numeri, lunghissimi, in forma binaria (ossia 0 e 1).

Perchè due chiavi invece che una?
Ogni titolare di "firma digitale" ha una coppia di chiavi: una privata, con cui può decifrare i documenti che gli vengono inviati e firmare i documenti che invia; ed una pubblica che altri utenti utilizzano per cifrare i documenti da inviargli e per decifrare i documenti che egli invia.
La chiave pubblica è contenuta nel certificato digitale che viene liberamente trasmesso a terzi.
Anche la chiave privata, come il certificato digitale, è contenuta nel supporto (smart card o chiavetta), ma essa è crittografata ed accessibile solo tramite password.

A cosa serve la firma digitale?
Essenzialmente per due funzioni:
1) Firmare dei documenti. Una volta che il documento è stato firmato digitalmente si presuppone che l'autore del documento sia il titolare della chiave privata della firma digitale. Un avvocato usa questa funzione nel processo telematico (PCT) per sottoscrivere un atto processuale da trasmettere in via telematica alla cancelleria.
2) Autenticarsi in rete per accedere a determinati siti Web, attraverso il programma di navigazione (browser). Un avvocato ad esempio ha bisogno della firma digitale per accedere a Polisweb e controllare i propri fascicoli

Qual'è il valore esatto della firma digitale?
Il D.Lgs. 82/05, art. 21 prevede che la firma digitale faccia piena prova fino a querela di falso se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta, equiparando così il documento informatico sottoscritto con firma digitale alla scrittura privata sottoscritta con firma autografa.
La normativa precedente equiparava invece la firma digitale alla scrittura privata con firma autenticata. Come mai questo declassamento di valore? A voler essere maligni si potrebbe immaginare che l'equiparazione alla firma autenticata avrebbe diminuito il lavoro dei notai; da qui discrete pressioni sul legislatore per modificare la norma. Tuttavia non siamo maligni e riteniamo piuttosto che tale valore sia stato successivamente ritenuto eccessivo.
Tuttavia non è ben chiaro cosa accada in caso di disconoscimento di firma digitale.
Secondo taluni sarebbe sufficiente disconoscerne la paternità, perchè colui il quale vuole avvalersene debba instaurare il procedimento di verificazione della scrittura privata, con onore probatorio a suo carico. Secondo altro orientamento (a mio avviso preferibile) l’art. 21 D.Lgs. 82/05, nello stabilire che l'utilizzo del dispositivo di firma si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia la prova contraria, porrebbe l’onere della prova su colui che vuole disconoscere la firma digitale, ossia sul titolare della chiave privata. Questi, del resto, è stato quantomeno imprudente visto che ha lasciato che terzi si impossessassero del suo dispositivo di firma (smart card o chiavetta) e della password per usarla. La sua posizione non può essere equiparata a colui che non ha nessuna colpa, se non quella di essere vittima di un tentativo di imitazione della sua firma autografa.

INSTALLAZIONE FIRMA DIGITALE per Mac

Installazione della firma digitale
Abbiamo parlato di due funzioni della firma digitale (firma documenti ed autenticazone in rete) iniziamo dalla prima
1) Installazione per firmare documenti
Insieme al dispositivo di firma digitale che avrete acquistato vi sarà stata consegnata anche una guida di installazione, la quale varia a seconda del dispositivo. In questa sede tratterò del dispositivo smart card di Lextel (infocert).
Si tratta di compiere due operazioni: installare i driver ed installare il programma DikeX.
Per gli utenti Mac non c'è bisogno di installare i driver perchè essi sono già presenti nel sistema operativo (OSX). Verificate che i driver funzionano collegando il lettore al Mac attraverso una porta USB, la luce del lettore lampeggerà. Quando inserite la smart card la luce rimarrà accesa fissa. Se ciò non accade, prima di chiedervi dove avete sbagliato, provate ad estrarre la smart card ed infilarla nel verso opposto. Il 90% dei problemi si risolve in questo modo.
Una volta raggiunto il risultato della luce fissa, passate ad installare DikeX, scaricabile da qui, oppure dal link a sinistra di questo blog. Verificate se la vostra smart card ha un numero di serie che inizia con "12051". In tal caso prima scaricate ed installate SafeDive Lib p11 e successivamente DikeX entrambi gratuiti. Se riscontrate problemi nella installazione di DikeX scaricate la versione portabile dello stesso "DikeXLite", scaricabile da qui. Il programma "DikeX" serve, oltre a firmare i documenti, anche per attivare la smart card (sarà la prima cosa da fare), verificare che la firma in effetti funzioni, cambiare la password ed altri accessori. Nota. Se dobbiamo firmare un atto giuridico da trasmettere alla cancelleria per il processo telematico (PCT) non abbiamo bisogno di DikeX. Infatti, come vedremo, il "redattore atti", tra le altre cose permette di apporre la firma digitale, per cui non usate DikeX per tale fine. DikeX va usato in tutti gli altri casi in cui dovete sottoscrivere un documento, ad esempio per le notifiche telematiche.

2) Configurazione del browser per autenticarsi in rete (accedere a polisweb)
Anche in questo caso le istruzioni accluse al dispositivo da voi acquistato dovrebbero essere esaustive per lo scopo. Si presuppone che procederete a questa installazione dopo quella di cui al punto precedente, per cui sarete certi di aver installato correttamente i driver del lettore e che la firma digitale sia attivata e perfettamente funzionante. Adesso occorre configurare il programma di navigazione in internet (browser) con la firma digitale, in modo da poter accedere ai siti che richiedono tale autenticazione (come polisweb).
La configurazione varia a seconda del browser (Firefox, Safari, Chrome).
Per gli utenti Mac sono indicati sia Firefox che Safari.
>> Attenzione: se userete Firefox per accedere ai portali di accesso (PdA) alla giustizia e pertanto al processo telematico (PCT), sarà sempre necessario collegare la smart card (o comunque il dispositivo) al computer prima di aprire Firefox, altrimenti la vostra firma non sarà riconosciuta quando tenterete l'accesso.
Se preferite Firefox potete usare anche la versione portable scaricabile da qui.
Spiegherò la installazione per questi due casi.
Safari per Mac.
Se avete installato DikeX ed attivato la smart card, Safari già dovrebbe essere automaticamente configurato. Non occorre fare altro.
Per controllare che tutto sia corretto provate ad accedere a polisweb cliccando qui. Il browser vi chiederà prima di scegliere un certificato digitale (indicate il primo in alto della lista) e poi la password. Il browser vi chiederà ancora di scegliere un certificato digitale (indicate il primo in alto della lista). Fatto ciò potrete accedere al sito.
Firefox per Mac.
1. Collegate al Mac il dispositivo con smart card inserita
2. Aprite Firefox e scaricate il certificato root della CA InfoCert Servizi di certificazione cliccando qui
3. Salvate il certificato CA in una cartella temporanea sul disco, fate doppio clic col tasto sinistro del mouse sul certificato salvato. Si aprirà portachiavi che installerà il certificato.
4. Aprite Firefox - Preferenze - Avanzate - Cifratura. Spuntate: Usa SSL 3.0; Usa TLS 1.0 e "Selezionane uno automaticamente". Poi premete il tasto "dispositivi di sicurezza".
Si aprirà una finesta. Premete il tasto "Carica".
Si Aprirà un'altra finestra. Premete il tasto "Sfoglia..."  selezionate il file Macintosh HD(*)/lib/libbit4idpki.dylib. Premete il tasto "Apri" e poi "OK". Controllate che nella colonna di sinistra compaia il nome "CNS". Premete il tasto "OK"

Per controllare che tutto sia corretto provate ad accedere a processo telematico polisweb cliccando qui. Il browser vi chiederà la password. Una volta inserita potrete accedere al sito.

Attenzione: se userete Firefox per accedere ai portali di accesso (PdA) alla giustizia e pertanto al processo telematico (PCT), sarà sempre necessario collegare la smart card (o comunque il dispositivo) al computer prima di aprire Firefox, altrimenti la vostra firma non sarà riconosciuta quando tenterete l'accesso.

(*) per "Macintosh HD" si intende il disco dove è installato il sistema operativo OSX. Nel vostro caso potrebbe avere un nome diverso.